Questo accordo – prosegue la nota - conferma la capacità di innovazione dei contratti del terziario nel trovare soluzioni alle specificità del settore e valorizza la bilateralità attraverso il lavoro di Commissioni specifiche che promuoveranno lo sviluppo e la rivalutazione degli Enti Bilaterali, del welfare contrattuale e della formazione per l’apprendistato. Ed è il primo passo verso un positivo confronto sulla riforma del modello contrattuale, tema sul quale, nelle prossime settimane, si aprirà una fase importante con il Governo e con le Organizzazioni Confederali nella quale Confcommercio vuole giocare un ruolo da protagonista nel cambiamento del sistema. La firma di questo importante contratto nazionale – secondo Confcommercio - può trasformarsi in un momento di svolta nel sistema delle relazioni sindacali se, nei prossimi mesi, gli impegni assunti da entrambe le parti si concretizzeranno, al centro e in periferia, anche nella prossima contrattazione di secondo livello, in uno sforzo comune e concreto per affrontare i temi legati alla produttività, all’organizzazione del lavoro e al servizio al cliente. Il rammarico è che questa esigenza di collaborazione costruttiva finalizzata alla crescita economica del settore e al consolidamento dell’occupazione non è stata avvertita dalla Filcams-CGIL, che ha abbandonato il tavolo della trattativa rompendo una prassi consolidata e rinunciando ad un ruolo importante.
Per il Presidente della Commissione Lavoro di Confcommercio nazionale , Francesco Rivolta “le imprese del settore, in presenza di una evidente crisi dei consumi, di improrogabili esigenze di competitività e di fronte alle difficoltà che il contesto economico riserverà per i prossimi mesi, hanno voluto fare la loro parte dimostrando attenzione e sensibilità utili a ricreare un clima positivo nelle aziende e nel Paese. Ed è per questi motivi che la trattativa è stata lunga e complessa. L’accordo con responsabilità e rinnovato spirito costruttivo dà risposte significative, da un lato all’oggettiva questione della riduzione del reddito della famiglie, dall’altro all’esigenza delle imprese verso i consumatori in termini di qualità e quantità del servizio. Auspichiamo, pertanto, un ripensamento della Filcams-CGIL che, tra l’altro, condivide con le altre organizzazioni sindacali importanti ruoli negli organismi bilaterali di categoria che devono continuare a lavorare costruttivamente nell’interesse delle imprese e dei lavoratori, senza rischiare di subire contraccolpi e strumentalizzazioni politiche che niente hanno a che fare con il settore e le sue esigenze. La conclusione di questo difficile negoziato di settore – conclude Rivolta - potrebbe inoltre contribuire a superare una fase di contrapposizione e di conflitto, per aprirne una nuova all’insegna di una collaborazione costruttiva affinché gli interessi delle imprese e dei lavoratori possano trovare risposte sempre più convincenti e innovative”.
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